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protesti assegni

Protesto assegni

a cura di dott. Luca Pacini, presso la www.brokerassociati.it uff 049-666-222 o 348 3039844

Se un assegno postale/bancario emesso non ha la copertura finanziaria nel conto corrente al momento della presentazione per l’incasso si verificano queste conseguenze:

1)    “protesto assegni” e "cambiali protestate" conseguente iscrizione nel registro nazionale dei protesti pubblicato dalle camere di commercio;

2)    Sanzioni  amministrative stabilite dalla legge n° 386/1990  e successive modificazioni, “iscrizione cai”; ossia Iscrizione del nominativo del correntista da parte della banca d’Italia nella C.A.I. – centrale allarme interbancaria

 

  "Protesto assegni", "cambiali protestate"

 

In caso di  "assegni  protestati", ai sensi della legge 235/2000, viene pubblicato sul succitato Registro Informatico dei  Protesti.

Il pagamento immediato non da comunque il diritto alla cancellazione protesti, è necessario la riabilitazione protesti in tribunale fatta da un professionista. Invece si può fare richiesta immediata solo in caso di “cambiali protestate”.

Solo nei seguenti casi si può presentare una domanda di cancellazione indirizzata al presedente della CAMERA DI COMMERCIO della provincia in cui è avvenuta la levata del protesto:

 

a)    Il direttore dell’ufficio Postale o della Banca presso cui è aperto il conto corrente si accorge di aver emesso un errore,

b)    Il Pubblico Ufficiale che ha levato il protesto si accorge di averlo fatto erroneamente o illegittimamente.

Per queste fattispecie la legge 235/2000 consente che i soggetti sopraindicati( non il debitore protestato) possano richiedere al presidente della CCIAA la cancellazione provando l’erroneità o l’illegittima della “levata”

 

Il debitore può:

a)    Ottenere la riabilitazione dopo il pagamento del debito e relativi interessi e bolli, a condizione che sia trascorso un anno dalla data del protesto e che in questo arco temporale non esistano a suo carico altri protesti – per la riabilitazione protesti levati occorre presentare domanda al locale Tribunale e allegare il provvedimento del Presidente del Tribunale alla domanda di cancellazione da depositare presso la Camera di Commercio – Ufficio Protesti;

b)    Esperire un provvedimento d’urgenza, ex articolo 700 CpC, qualora né ricorrano presupposti di legge(“periculum in mora” e “ fumus boni iuris”), presso il Tribunale territorialmente competente.

 

3)    SANZIONI AMMINISTRATIVE asa

4)    ISCRIZIONE NELLA C.A.I.

La sanzione amministrativa è prevista per difetto della Legge 386/1990 art. 1 e 2 (come modificata dal D.Lgs 507799) ed è stata introdotta dopo la depenalizzazione  del reato di assegno a vuoto.

1)    Per gli assegni protestati per difetto do provvista(ex mancanza di fondi), l’Ufficiale che ha levato il protesto, dopo 60 giorni dalla levata, invia alla Prefettura della provincia dove è stato levato il protesto , l’elenco dei nominativi dei soggetti che non hanno saldato l’assegno;

2)    Per  gli assegni protestati per motivi diversi dal precedente, l’Ufficiale Levatore invia immediatamente l’elenco alla Prefettura;

3)    La Prefettura la sanzione pecuniaria e provvede a segnalare i nominativi e le relativi sanzioni applicate alla Banca d’Italia, che li inserisce nelle rispettive sezioni della C.A.I.(Centrale  di Allarme Interbancaria).

La sanzione amministrativa e l’iscrizione alla C.A.I. può essere evitata, nel caso di assegni protestati per difetto di provvista e pagati entro 60 giorni dalla levata, seguendo la procedura specificata qui di seguito:

 

ENTRO 60 GIORNI DALLA DATA DI LEVATA

1)    Identificare l’Ufficiale levatore che ha levato il protesto(se il protesto non è ancora pubblicato chiedere all’Ufficiale Postale/Banca  presso cui è accesso il conto corrente, altrimenti,se il protesto è già pubblicato all’Ufficio Protesti della CCIAA)

2)    Dimostrare, presso l’Ufficiale levatore, di aver pagato l’assegno entro 60 giorni dalla levata del protesto.

OLTRE I 60 GIORNI DALLA DATA DI LEVATA

1)    Rivolgersi direttamente alla Prefettura competente;

2)    Dimostrare di aver pagato l’assegno entro 60 giorni dalla data di levata.

Se l’assegno non pagato non viene protestato, occorre ugualmente rivolgersi all’Ufficio Postale/Banca dove è aperto il conto corrente per iformarsi e bloccare le eventuali sanzioni amministrative e la pubblicazione nella C.A.I. ( le sanzioni e la pubblicazione sulla C.A.I. possono partire anche indipendentemente dal protesto). In ogni caso, per chiarire dubbi o ricevere informazioni, presso ogni Prefettura è presente un Ufficio preposto alla irrogazione delle sanzioni relativi alla legge 386/90

CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO, ROMA
Protesti e fallimentari

Dal 15 giugno 2001 previsto dal decreto n° 316/2000 e dalla Circolare MICA n°3514/c del 2001, è entrato in vigore il Registro informatico dei Protesti in cui vengono pubblicati i nominativi dei seggetti protestati per un periodo di cinque anni che decorre dalla data di pubblicazione.

Il protesto può essere levato, a carico di persone o imprese, per mancato pagamento di cambiali,vaglia cambiari e assegni, dagli Ufficiali Levatori, i quali trasmettono alla Camera di Commercio competente, entro il primo giorno di ogni mese, l’elenco dei soggetti protestati nel corso del mese precedente(fino al giorno 26 compreso)

L’Ufficio Protesti cura la pubblicazione dei protesti levati nella Provincia di Milan, Roma nel Registro Informatico dei Protesti che,a seguito della Legge 235/2000, ha cadenza mensile.  E’ competente a ricevere le istanze di cancellazione per avvenuto pagamento entro 12 mesi dalla levata protesti, per illegittimità od erroneità della levata del protesto e in conseguenza di un provvedimento di riabilitazione adottato dal Tribunale. Decide sulle istanze di annotazione, qualora il pagamento sia avvenuto dopo 12 mesi dalla levata.

E’ consentita la consultazione del Registro Informatico Protesti mediante interrogazione puntuali per singolo nominativo, presso l’Ente camerale o tramite accessi remoti online. E’ prevista la possibilità di ricevere in abbonamento gli elenchi mensili provinciali di Milano o nazionali su CD – ROM. Chiunque vuole avere notizie sull’esistenza o meno di protesti, a carico di un soggetto, levati in qualsiasi provincia negli ultimi 5 anno, può chiedere una visura( euro 2 a visura) o un certificato(euro 5 a certificato) presso gli sportelli dell’Ufficio Pro
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