protesti veneto e friuli
Protesti:
in fumo 2,5 milioni
Nel 2009 in città persi 636 mila euro, il doppio rispetto all’anno precedente
CAUSE
A incidere è la crisi economica ma nelle altre province del Fvg va peggio
Nel 2009 nell’Isontino oltre due milioni e mezzo di euro di titoli sono andati in fumo per mancata liquidità dei debitori. A Gorizia città sono stati, invece, persi, lo scorso anno, 636 mila euro, esattamente il doppio rispetto al 2008. Dati pesanti, determinati dalla crisi economica, anche se è andata peggio nelle altre province della regione.
Ogni anno l’Istat conduce un’indagine sulla totalità dei titoli di credito protestati: i dati sui protesti di cambiali, tratte e assegni sono rilevati a cadenza mensile dalle Camere di commercio, poi trasmessi all’istituto di statistica dalla società Infocamere. Per legge non è più fatta distinzione tra individuo e società, in quanto si tratta di una un’informazione ritenuta non obbligatoria.
Le norme che regolano il settore hanno posto anche altri paletti, come il fatto che i dati sui protesti comprendano sia gli assegni bancari sia quelli postali.
Dal confronto tra il 2008 e il 2009 si può notare che il totale di tratte e assegni risultati scoperti nell’Isontino è calato: l’anno scorso si sono rivelati senza copertura 1.184 effetti, corrispondenti a due milioni 69 mila euro, mentre l’anno prima si era trattato di 1.423 cambiali, corrispondenti a due milioni 362 mila euro.
Passando dalla provincia a Gorizia città, si evince che il numero di effetti è rimasto praticamente invariato, ma la cifra totale è invece raddoppiata da un anno all’altro. Pagherò e vaglia risultati insolvibili sono stati infatti 295 nel 2008 e 290 nel 2009, ma due anni fa l’importo era di 318 mila euro, mentre lo scorso anni era esattamente il doppio, cioè 636 mila.
Dando un’occhiata alle altre province, è Udine a dominare la classifica della mancata liquidità, con 11 milioni 128 mila euro persi a causa di 4.496 cambiali scoperte, molto di più degli otto milioni 814 mila dell’anno precedente.
Segue anche se di poco Pordenone, con 4.038 effetti corrispondenti a 11 milioni 100 mila euro, contro i 10 milioni 567 mila dei 12 mesi precedenti. A Trieste si registra lo stesso andamento che ha caratterizzato Gorizia: nel 2009 ha totalizzato 1.983 protesti, pari a tre milioni 683 mila euro, con un calo consistente rispetto al 2008, quando l’ammontare totale era arrivato a quattro milioni 90 mila euro.
Scendendo nei dettagli, nell’Isontino nel 2009 sono risultati inesigibili 992 tra pagherò, vaglia e tratte, per un totale di un milione 162 mila euro. Le tratte non accettate sono state invece 41 e gli assegni 151, corrispondenti rispettivamente a 91 mila e 816 mila euro. La differenza rispetto al 2008 è determinante soprattutto per la prima tipologia di effetti, visto che pagherò, vaglia e tratte due anni fa erano 1.216, per un importo di un milione 434 mila euro.
A Gorizia capoluogo l’importo perso con questo genere di cambiali è aumentato negli ultimi due anni: nel 2008 pagherò, vaglia e tratte scoperti erano 254, per un totale di 152 mila euro, nel 2009 sono diventati 228, ma per 338 mila euro. Vistoso è stato anche l’incremento delle tratte non accettate, che hanno fatto perdere seimila euro nel 2008 e 46 mila nel 2009, mentre per gli assegni si è saliti da 161 mila a 252 mila euro.
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in fumo 2,5 milioni
Nel 2009 in città persi 636 mila euro, il doppio rispetto all’anno precedente
CAUSE
A incidere è la crisi economica ma nelle altre province del Fvg va peggio
Nel 2009 nell’Isontino oltre due milioni e mezzo di euro di titoli sono andati in fumo per mancata liquidità dei debitori. A Gorizia città sono stati, invece, persi, lo scorso anno, 636 mila euro, esattamente il doppio rispetto al 2008. Dati pesanti, determinati dalla crisi economica, anche se è andata peggio nelle altre province della regione.
Ogni anno l’Istat conduce un’indagine sulla totalità dei titoli di credito protestati: i dati sui protesti di cambiali, tratte e assegni sono rilevati a cadenza mensile dalle Camere di commercio, poi trasmessi all’istituto di statistica dalla società Infocamere. Per legge non è più fatta distinzione tra individuo e società, in quanto si tratta di una un’informazione ritenuta non obbligatoria.
Le norme che regolano il settore hanno posto anche altri paletti, come il fatto che i dati sui protesti comprendano sia gli assegni bancari sia quelli postali.
Dal confronto tra il 2008 e il 2009 si può notare che il totale di tratte e assegni risultati scoperti nell’Isontino è calato: l’anno scorso si sono rivelati senza copertura 1.184 effetti, corrispondenti a due milioni 69 mila euro, mentre l’anno prima si era trattato di 1.423 cambiali, corrispondenti a due milioni 362 mila euro.
Passando dalla provincia a Gorizia città, si evince che il numero di effetti è rimasto praticamente invariato, ma la cifra totale è invece raddoppiata da un anno all’altro. Pagherò e vaglia risultati insolvibili sono stati infatti 295 nel 2008 e 290 nel 2009, ma due anni fa l’importo era di 318 mila euro, mentre lo scorso anni era esattamente il doppio, cioè 636 mila.
Dando un’occhiata alle altre province, è Udine a dominare la classifica della mancata liquidità, con 11 milioni 128 mila euro persi a causa di 4.496 cambiali scoperte, molto di più degli otto milioni 814 mila dell’anno precedente.
Segue anche se di poco Pordenone, con 4.038 effetti corrispondenti a 11 milioni 100 mila euro, contro i 10 milioni 567 mila dei 12 mesi precedenti. A Trieste si registra lo stesso andamento che ha caratterizzato Gorizia: nel 2009 ha totalizzato 1.983 protesti, pari a tre milioni 683 mila euro, con un calo consistente rispetto al 2008, quando l’ammontare totale era arrivato a quattro milioni 90 mila euro.
Scendendo nei dettagli, nell’Isontino nel 2009 sono risultati inesigibili 992 tra pagherò, vaglia e tratte, per un totale di un milione 162 mila euro. Le tratte non accettate sono state invece 41 e gli assegni 151, corrispondenti rispettivamente a 91 mila e 816 mila euro. La differenza rispetto al 2008 è determinante soprattutto per la prima tipologia di effetti, visto che pagherò, vaglia e tratte due anni fa erano 1.216, per un importo di un milione 434 mila euro.
A Gorizia capoluogo l’importo perso con questo genere di cambiali è aumentato negli ultimi due anni: nel 2008 pagherò, vaglia e tratte scoperti erano 254, per un totale di 152 mila euro, nel 2009 sono diventati 228, ma per 338 mila euro. Vistoso è stato anche l’incremento delle tratte non accettate, che hanno fatto perdere seimila euro nel 2008 e 46 mila nel 2009, mentre per gli assegni si è saliti da 161 mila a 252 mila euro.
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