Rating Advisor casi pratici: parliamo di Nuova ICOM Spa e Saipem

 

Come un Rating Advisor Ha Garantito 500 Posti di Lavoro: La Storia di Nuova ICOM Spa e Saipem

35 Milioni di Fatturato, Ma Nessuna Banca Credeva in Loro

C'è un paradosso che molti imprenditori italiani conoscono bene, ma che il grande pubblico fatica a comprendere: puoi avere un'azienda solida, con decine di milioni di euro di fatturato, centinaia di dipendenti, commesse con colossi nazionali come Saipem, Eni e Leonardo... eppure trovarti con le porte delle banche chiuse in faccia quando hai bisogno di liquidità per crescere.

Questa è esattamente la situazione in cui si è trovata Nuova ICOM S.p.A., eccellenza sarda della carpenteria industriale con sede a Cagliari, nel momento più cruciale della sua storia recente.

35 milioni di euro di fatturato annuo. Cinquecento dipendenti tra diretti e somministrati. Un portfolio clienti da far invidia: Saipem, Eni, Enel, Leonardo, Glencore. Commesse internazionali per impianti industriali in tutta Europa.

Eppure, quando è arrivata l'opportunità della vita – una commessa strategica proprio con Saipem – l'azienda si è trovata davanti a un muro invalicabile.

La commessa richiedeva un finanziamento iniziale di appena 1,5 milioni di euro. Una cifra ridicola rispetto al fatturato dell'azienda.

Eppure, banca dopo banca, la risposta era sempre la stessa: no.

Imprenditore frustrato davanti a documenti bancari rifiutati

Quando i Numeri Non Bastano: Il Dramma delle PMI Italiane

La storia di Nuova ICOM è emblematica di un problema sistemico che affligge migliaia di piccole e medie imprese italiane. L'azienda, nata nel 2019 dal rilancio della storica ICOM (attiva dal 1977), aveva fatto tutto giusto:

  • Crescita costante: da 70 dipendenti iniziali a 500 in pochi anni
  • Diversificazione clienti: contratti con i principali player dell'energia in Italia
  • Innovazione: investimenti in tecnologie all'avanguardia per la carpenteria pesante
  • Prospettive internazionali: progetti in Italia, Norvegia, Regno Unito

Ma c'era un problema. Un problema che i numeri del bilancio non raccontavano, che il management non riusciva a comunicare efficacemente, che le banche non riuscivano a vedere: il progetto.

La Commessa Saipem: Un'Occasione da Non Perdere

Saipem, colosso italiano dell'ingegneria e costruzione per il settore oil&gas con commesse da miliardi di dollari in tutto il mondo, aveva individuato in Nuova ICOM il partner ideale per la realizzazione di componenti strategici per un progetto di gasdotto nel Circolo Polare Artico.

La commessa prevedeva la fabbricazione di sezioni di tubature per 85 chilometri di gasdotto in Norvegia.

Un progetto tecnicamente complesso, che richiedeva competenze specialistiche e infrastrutture all'avanguardia. Nuova ICOM aveva tutto questo: l'esperienza, il personale qualificato, i cantieri attrezzati.

Ma per partire servivano 1,5 milioni di euro per l'avvio delle attività produttive. Materiali, attrezzature specifiche, anticipo sui costi di produzione. Cifre standard per commesse di questa portata.

Il problema? Le banche non capivano. O meglio, non vedevano quello che vedeva Nuova ICOM.

Tubature industriali per gasdotto in costruzione

Il Muro di Gomma delle Banche: Perché 35 Milioni Non Erano Abbastanza nel 2023 (senza pensare che quando scriviamo questo nuovo articolo il 13 gennaio 2026 sono ad oltre 60 Milioni)

I manager di Nuova ICOM si presentavano agli istituti di credito con i numeri in mano:

  • Bilancio solido con 35 milioni di fatturato (eravamo nel 2023)
  • Contratto firmato con Saipem, azienda quotata al FTSE MIB
  • Prospettive di crescita concrete e documentate
  • Track record impeccabile con i principali clienti italiani

Eppure, sistematicamente, ricevevano risposte evasive, richieste di garanzie spropositate, tassi di interesse proibitivi. Quando non un secco rifiuto.

Cosa stava succedendo? Il problema era più profondo di quanto sembrava.

Il Rating Bancario: Il Giudice Silenzioso

Quello che l'azienda non sapeva – o sottovalutava – è che nel 2026 le banche non decidono più in base alle strette di mano e alle relazioni personali.

Gli
Accordi di Basilea hanno trasformato il sistema del credito in un complesso meccanismo algoritmico dove regna sovrano il rating bancario.

E il rating di Nuova ICOM, nonostante i numeri apparentemente positivi, presentava alcune criticità che agli occhi dell'algoritmo bancario facevano scattare alert negativi:

  1. Età dell'azienda: solo pochi anni di vita (rilevata da fallimento nel 2019)
  2. Settore ad alta intensità di capitale: la carpenteria industriale richiede investimenti pesanti
  3. Concentrazione clienti: forte dipendenza da pochi grandi committenti
  4. Fabbisogno finanziario elevato: necessità di anticipi importanti sui progetti
  5. Mancanza di comunicazione strategica: l'azienda non sapeva "parlare" il linguaggio delle banche

Gli imprenditori presentavano numeri. Le banche cercavano prospettive, sostenibilità, prevedibilità. Due mondi che parlavano lingue diverse, senza un traduttore.

Dashboard con indicatori di rating bancario negativi

L'Incontro con il Dott. Luca Pacini: Quando Entra in Scena il Rating Advisor

La svolta arriva quando qualcuno suggerisce a Nuova ICOM di rivolgersi al Dott. Luca Pacini, rating advisor con oltre 15 anni di esperienza nel mondo bancario e consulenza finanziaria.

Pacini, fondatore di Broker Associati & Partners, è considerato uno dei massimi esperti italiani di rating bancario e reputazione creditizia.

Dal 2007 aiuta imprese e privati ad accedere al credito anche in situazioni apparentemente impossibili.

La Prima Analisi: Cosa Vedevano le Banche

Il primo incontro con Pacini fu illuminante. Mentre i manager di Nuova ICOM continuavano a sottolineare i loro numeri positivi, il rating advisor andò dritto al punto:

"Il problema non è quello che avete. È come lo state presentando. Le banche non vedono un'azienda solida con una commessa garantita. Vedono rischio operativo, concentrazione del portafoglio clienti, fabbisogno di capitale circolante elevato. Vedono alert rossi nel loro sistema di rating."

Pacini chiese di vedere:

  • Tutte le visure delle Centrali Rischi (non solo la CRIF, ma tutte e 8 le principali banche dati)
  • I bilanci degli ultimi tre anni con focus su indici specifici
  • Il business plan presentato alle banche
  • La documentazione della commessa Saipem
  • Il piano di investimento per il Porto Canale di Cagliari

Il Metodo del Rating Advisor: Cucire un Vestito su Misura

Quello che Pacini fece nelle settimane successive fu un lavoro di "ingegneria finanziaria" che andava ben oltre la semplice consulenza.

Fu un vero e proprio processo di traduzione tra il mondo imprenditoriale e quello bancario.

Step 1: Analisi del Rating Attuale e Identificazione delle Criticità

Pacini analizzò in profondità la posizione dell'azienda dal punto di vista bancario:

  • Indici di bilancio: alcuni ratio critici per le banche presentavano valori borderline
  • Centrale Rischi di Banca d'Italia: alcune micro-segnalazioni andamentali da correggere
  • Struttura finanziaria: squilibrio tra capitale proprio e debito da riequilibrare
  • Comunicazione: totale assenza di business plan "bancabili"

Ma soprattutto, Pacini identificò il vero problema: l'azienda non stava raccontando la storia giusta.

Consulente finanziario che analizza bilanci con imprenditore

Step 2: Ricostruire la Narrativa: Il Progetto del Porto Canale

Pacini capì subito che il vero asset di Nuova ICOM non era solo la commessa Saipem in sé, ma il progetto strategico dietro quella commessa.

L'azienda aveva ottenuto l'autorizzazione per insediarsi nella Zona Economica Speciale (ZES) e nella Zona Franca Doganale del Porto Canale di Cagliari – la prima impresa ad ottenere questo status strategico – con un investimento complessivo di oltre 14 milioni di euro per realizzare un opificio industriale di 200.000 mq.

Questo non era un semplice finanziamento a breve. Era l'inizio di una trasformazione che avrebbe reso Nuova ICOM un hub strategico per le grandi commesse internazionali nel settore oil&gas e energie rinnovabili.

Pacini ricostruì completamente il dossier, mettendo in evidenza:

1. La dimensione strategica del progetto

  • Prima azienda nella ZES del Porto Canale di Cagliari
  • Agevolazioni fiscali e burocratiche significative
  • Posizionamento strategico per il mercato del Mediterraneo e Nord Europa
  • Collegamento diretto via mare per spedizioni internazionali

2. Il potenziale di crescita reale

  • La commessa Saipem era solo la prima di un pipeline molto più ampio
  • Il nuovo cantiere da 220.000 mq avrebbe permesso progetti anche da centinaia di milioni
  • Contratti già in essere con Eni, Enel, Glencore, Leonardo per progetti in Italia e all'estero

3. La sostenibilità finanziaria del progetto

  • Cash flow dettagliato basato sui SAL (Stati Avanzamento Lavori) della commessa Saipem
  • Coperture assicurative e garanzie già attive
  • Piano di rientro realistico e conservativo

4. La solidità del management e della struttura

  • Team con decenni di esperienza nel settore
  • Scuola di formazione interna per saldatori e tubisti (30 qualificati, altri 20 in formazione)
  • Sistema di qualità certificato per le normative internazionali

Step 3: Trovare la Banca Giusta

Ma Pacini non si fermò alla ricostruzione della narrativa. Il secondo elemento cruciale fu capire quale banca contattare.

Non tutte le banche sono uguali. Ogni istituto ha:

  • Propensione settoriale: alcune banche preferiscono certi settori industriali
  • Politiche di rischio diverse: alcuni algoritmi di rating pesano diversamente i fattori
  • Strategie territoriali: banche con focus specifici su certe regioni o distretti
  • Esperienze pregresse: track record con aziende simili

Pacini, grazie alla sua rete di contatti nel mondo bancario, identificò l'istituto di credito ideale: una banca che:

  • Aveva già finanziato progetti simili nel settore oil&gas
  • Considerava strategico il posizionamento nella ZES
  • Aveva linee di credito specifiche per progetti di respiro internazionale
  • Utilizzava un modello di rating che valorizzava le prospettive oltre ai dati storici

Meeting tra imprenditore, rating advisor e funzionari bancari

Step 4: La Presentazione del Progetto

Quando Pacini accompagnò i manager di Nuova ICOM alla banca, non presentò solo numeri. Presentò una visione.

Il dossier includeva:

Sezione 1: Executive Summary

  • Sintesi del progetto in 2 pagine con i key takeaway
  • Evidenza della solidità della commessa Saipem
  • ROI previsto e tempi di rientro dell'investimento

Sezione 2: Track Record e Credibilità

  • Portfolio completo dei progetti realizzati
  • Referenze verificabili da Saipem, Eni, Enel
  • Certificazioni tecniche e di qualità

Sezione 3: Il Progetto Strategico del Porto Canale

  • Planimetrie e rendering del nuovo opificio
  • Vantaggi della ZES e Zona Franca Doganale
  • Timeline di sviluppo su 5 anni
  • Potenziale di crescita dei volumi

Sezione 4: Analisi Finanziaria Dettagliata

  • Cash flow projection su base mensile
  • Analisi di sensitività (scenario base, pessimistico, ottimistico)
  • Break-even analysis
  • Coperture assicurative e garanzie

Sezione 5: Risk Management

  • Identificazione e mitigazione di tutti i rischi principali
  • Piano B in caso di ritardi o imprevisti
  • Diversificazione del portafoglio clienti

Il Risultato: Da "No" a "Sì" in Tre Settimane

La trasformazione fu sorprendente. La stessa banca che poche settimane prima aveva risposto picche, ora vedeva il progetto con occhi completamente diversi.

La delibera arrivò in tempi record: finanziamento approvato per l'intero importo richiesto, con condizioni favorevoli:

  • Tasso di interesse competitivo: ben al di sotto della media di mercato per il settore
  • Garanzie proporzionate: nessuna richiesta di garanzie personali aggiuntive spropositate
  • Flessibilità nel piano di rimborso: rate parametrate sui SAL della commessa
  • Linea di credito aggiuntiva: apertura di un fido per il capitale circolante

Ma non solo. La banca si mostrò interessata a diventare partner di lungo periodo, con prospettive di supporto finanziario per l'intero sviluppo del progetto del Porto Canale nei successivi anni.

I 1,5 milioni iniziali si trasformarono rapidamente in una relazione bancaria strategica che avrebbe accompagnato la crescita dell'azienda.

L'Intervista su Canale Italia Sardegna: Un Caso di Studio Nazionale

Il caso di Nuova ICOM divenne talmente emblematico che Canale Italia Sardegna decise di dedicargli un servizio speciale, intervistando sia i manager dell'azienda che il Dott. Luca Pacini.

L'intervista mise in luce un problema sistemico che affligge migliaia di PMI italiane: la difficoltà di comunicare efficacemente con il sistema bancario.

Le Parole dei Protagonisti

I manager di Nuova ICOM raccontarono la frustrazione di vedere rifiutati finanziamenti che sembravano "ovvi", nonostante numeri di bilancio solidi e commesse garantite.

"Avevamo tutto sulla carta," spiegarono, "ma non riuscivamo a far capire alle banche la solidità del nostro progetto. Ogni presentazione finiva con richieste di ulteriori documenti, chiarimenti, garanzie. Alla fine arrivava sempre un no, senza neanche una spiegazione chiara."

Il Dott. Pacini, nell'intervista, mise il dito nella piaga del sistema creditizio italiano:

"Il problema è che le PMI italiane spesso si affidano a commercialisti per la gestione dei rapporti bancari. I commercialisti sono fondamentali per fiscalità e contabilità, ma non hanno le competenze specifiche sul rating bancario e sulla comunicazione finanziaria che le banche moderne richiedono."

Perché Commercialisti e Avvocati Non Bastano

L'intervista su Canale Italia mise in evidenza un punto cruciale: non tutti i professionisti sono uguali quando si tratta di accesso al credito.

I commercialisti sono esperti di:

  • Contabilità e bilanci
  • Dichiarazioni fiscali
  • Adempimenti normativi

Gli avvocati sono esperti di:

  • Contratti e aspetti legali
  • Contenzioso
  • Tutela giuridica

I mediatori del credito sono intermediari che:

  • Propongono prodotti finanziari
  • Mettono in contatto con banche
  • Gestiscono pratiche di finanziamento

Ma i rating advisor sono una categoria completamente diversa. Sono professionisti che:

  • Hanno lavorato all'interno delle banche e conoscono i meccanismi interni di valutazione
  • Comprendono gli algoritmi di rating e sanno quali parametri vengono pesati maggiormente
  • Sanno come presentare i dati in modo che l'algoritmo bancario li valorizzi
  • Conoscono le specificità di ogni banca e possono indirizzare verso quella più adatta
  • Sono in grado di ricostruire la reputazione creditizia anche dopo segnalazioni negative

Professionisti diversi per esigenze diverse - commercialista, avvocato, rating advisor

Il Lavoro del Rating Advisor: Molto Più di Una Consulenza

L'intervista su Canale Italia mise in risalto come il lavoro di Pacini andasse ben oltre la semplice "consulenza". Fu un vero e proprio processo di trasformazione su tre livelli:

1. Il Livello Tecnico: Ottimizzare il Rating

  • Analisi di tutte le 8 principali Centrali Rischi (non solo CRIF)
  • Verifica e correzione di eventuali segnalazioni errate o incomplete
  • Ottimizzazione degli indici di bilancio più rilevanti per il rating
  • Pianificazione delle operazioni finanziarie per massimizzare il punteggio

2. Il Livello Strategico: Ricostruire la Narrativa

  • Identificazione dei veri asset strategici dell'azienda
  • Costruzione di un business plan "bancabile"
  • Valorizzazione delle prospettive di crescita
  • Comunicazione efficace del potenziale di ritorno dell'investimento

3. Il Livello Relazionale: Trovare la Banca Giusta

  • Network di contatti diretti con decision maker bancari
  • Conoscenza delle politiche creditizie specifiche di ogni istituto
  • Capacità di mediazione e negoziazione
  • Assistenza durante tutto il processo di istruttoria

Questo è quello che distingue un rating advisor professionista da altri operatori del settore finanziario.

Le Conseguenze: 500 Posti di Lavoro Garantiti

Il successo nell'ottenere il finanziamento ebbe conseguenze che andarono ben oltre i 1,5 milioni iniziali.

Il Progetto del Porto Canale Diventa Realtà

Con il finanziamento garantito, Nuova ICOM poté procedere con il maxi-investimento nel Porto Canale di Cagliari: oltre 14 milioni di euro per la realizzazione di un opificio industriale di 220.000 metri quadri, con un'officina di fabbricazione di 7.000 mq, zone di verniciatura, uffici e un'officina di manutenzione.

Il progetto creò:

  • 500 posti di lavoro diretti nella fase iniziale
  • Indotto occupazionale significativo per l'intera area
  • 30 saldatori e tubisti formati attraverso la scuola interna dell'azienda
  • Nuove opportunità per giovani che altrimenti avrebbero dovuto lasciare la Sardegna

Da Commessa Saipem a Hub Strategico

La commessa Saipem per il gasdotto norvegese fu solo l'inizio. Il nuovo cantiere permise a Nuova ICOM di aggiudicarsi progetti sempre più ambiziosi, incluso il progetto Dogger Bank, il più grande parco eolico offshore al mondo nel Mare del Nord, e progetti per parchi eolici in Normandia.

L'azienda divenne un punto di riferimento per:

  • Progetti offshore oil&gas nel Mediterraneo e Nord Europa
  • Energie rinnovabili: parchi eolici offshore
  • Infrastrutture strategiche: gasdotti e impianti di compressione
  • Carpenteria pesante per il settore industriale

Il Valore Strategico della ZES

L'insediamento nella Zona Economica Speciale si rivelò una mossa vincente:

  • Agevolazioni fiscali significative sugli investimenti
  • Semplificazioni burocratiche per operazioni internazionali
  • Accesso diretto al mare per spedizioni di componenti di grandi dimensioni
  • Posizionamento strategico per il mercato mediterraneo

Porto industriale con attività di carico merci pesanti

Le Lezioni della Storia di Nuova ICOM

Questa vicenda offre insegnamenti preziosi per migliaia di PMI italiane che si trovano in situazioni simili.

Lezione 1: I Numeri Non Bastano

Un fatturato di 35 milioni non è una garanzia automatica di accesso al credito. Le banche moderne valutano:

  • Prospettive future oltre ai dati storici
  • Sostenibilità del modello di business
  • Qualità della comunicazione finanziaria
  • Rating complessivo che include decine di variabili

Lezione 2: Ogni Banca È Diversa

Non esiste "LA banca". Esistono banche con:

  • Specializzazioni settoriali diverse
  • Algoritmi di rating che pesano diversamente i fattori
  • Politiche di rischio più o meno conservative
  • Strategie territoriali specifiche

Trovare la banca giusta è fondamentale quanto avere un buon progetto.

Lezione 3: La Comunicazione È Tutto

Presentare bene un progetto può fare la differenza tra un "sì" e un "no". Non basta avere:

  • Bilanci positivi
  • Contratti firmati
  • Clienti importanti

Serve saper tradurre tutto questo nel linguaggio che le banche capiscono e apprezzano.

Lezione 4: Serve un Professionista Specializzato

Commercialisti, avvocati, mediatori del credito hanno ruoli importanti, ma non sono rating advisor.

Quando si tratta di:

  • Migliorare il rating bancario
  • Accedere a finanziamenti significativi
  • Risolvere problemi di Centrale Rischi
  • Ottimizzare la struttura finanziaria

Serve un professionista che conosca dall'interno come ragionano le banche, come i rating advisor che hanno lavorato nel mondo bancario e conoscono i meccanismi di valutazione del credito.

Rating advisor che lavora su analisi finanziaria complessa

Il Rating Advisor: Il Sarto del Credito

L'intervista su Canale Italia Sardegna si concluse con una metafora efficace del Dott. Pacini:

"Il mio lavoro è come quello di un sarto di alta moda. Non vendo abiti pronti. Cucio su misura un vestito finanziario per ogni azienda, considerando:

  • Le sue caratteristiche uniche
  • Le sue aspirazioni e prospettive
  • Il mercato di riferimento
  • Le banche più adatte

E proprio come un sarto, conosco tutti i tessuti (le diverse tipologie di finanziamento), tutti gli stili (le diverse presentazioni), e tutti i sarti migliori (le banche più adatte per ogni esigenza)."

Questa metafora cattura perfettamente il valore del rating advisor: non è un intermediario che propone prodotti standard, ma un architetto finanziario che costruisce soluzioni personalizzate.

Il Messaggio per le PMI Italiane

La storia di Nuova ICOM lanciò un messaggio chiaro a migliaia di piccole e medie imprese italiane che ogni giorno si scontrano con le difficoltà di accesso al credito:

Non accettate il "no" come destino.

Se avete:

  • Un'azienda con fatturato solido
  • Progetti concreti e prospettive di crescita
  • Clienti affidabili e contratti firmati
  • Ma le banche vi chiudono le porte

Il problema probabilmente non è la vostra azienda. Il problema è come state presentando la vostra azienda.

I Segnali che Serve un Rating Advisor

Dovresti rivolgerti a un rating advisor professionista se:

Le banche rifiutano finanziamenti che ritieni ragionevoli
I tassi che ti propongono sono molto più alti di quelli di mercato
Ti richiedono garanzie sproporzionate rispetto al finanziamento
Hai avuto segnalazioni in Centrale Rischi che non comprendi
Non conosci il tuo rating bancario attuale
Non sai come presentare progetti complessi alle banche
Hai commesse importanti ma nessuna banca ti finanzia
Vuoi cambiare banca ma non sai quale scegliere
Stai per fare investimenti che richiedono credito significativo

Il Futuro: Un Modello da Replicare

Il successo di Nuova ICOM, ampiamente documentato da Canale Italia Sardegna e dalla stampa locale e nazionale, è diventato un caso di studio per comprendere come le PMI italiane possono superare le barriere del credito bancario.

L'azienda oggi è una realtà consolidata con oltre 500 dipendenti, progetti in tutta Europa, e un cantiere all'avanguardia da 220.000 mq nel Porto Canale di Cagliari che serve clienti come Saipem, Eni, Enel, Glencore per progetti che vanno dai gasdotti offshore ai parchi eolici.

Ma soprattutto, è la dimostrazione che con la giusta strategia e i giusti professionisti, anche situazioni che sembrano senza via d'uscita possono trasformarsi in storie di successo.

L'Importanza di Affidarsi ai Professionisti Giusti

La vicenda di Nuova ICOM insegna che nell'ecosistema aziendale servono professionisti diversi per competenze diverse:

  • Commercialista: per fiscalità, contabilità, adempimenti
  • Avvocato: per contratti, tutela legale, contenzioso
  • Mediatore del credito: per accesso a prodotti finanziari standard
  • Rating Advisor: per ottimizzazione rating, accesso a credito complesso, strategia finanziaria

Non uno esclude l'altro. Ogni professionista ha il suo ruolo specifico. Ma quando si tratta di credito bancario strategico, la differenza la fa chi conosce dall'interno come ragionano le banche.

Team di professionisti che lavorano insieme per il successo aziendale

Conclusione: Da "Impossibile" a "Realizzato"

La storia di Nuova ICOM S.p.A. e del Dott. Luca Pacini è la dimostrazione che nel complesso mondo del credito bancario moderno, dominato da algoritmi di rating e valutazioni tecniche, serve qualcuno che parli entrambe le lingue: quella dell'imprenditore e quella della banca.

I 1,5 milioni di euro iniziali che sembravano impossibili da ottenere sono diventati realtà in poche settimane. Ma soprattutto, hanno aperto la porta a un progetto da oltre 14 milioni di euro che ha creato 500 posti di lavoro e trasformato Nuova ICOM in un hub strategico per le grandi commesse internazionali.

35 milioni di fatturato non erano bastati. Ci è voluto un rating advisor che sapesse cucire su misura il vestito giusto e trovare la banca giusta.

Il Messaggio Finale di Canale Italia Sardegna

L'intervista televisiva si concluse con un messaggio diretto agli imprenditori sardi e italiani:

"Se la vostra azienda ha un progetto solido ma le banche vi dicono no, prima di arrendervi, prima di pensare che il problema sia il vostro business, chiedetevi:

sto comunicando nel modo giusto? Sto parlando con la banca giusta? Ho il professionista giusto al mio fianco?"

La risposta a queste domande potrebbe fare la differenza tra un'opportunità persa e un successo che cambia il futuro della vostra impresa.

Hai un progetto importante ma le banche non ti finanziano? Non è detto che il problema sia il tuo progetto. Potrebbe essere solo una questione di come lo stai presentando e a chi lo stai presentando.

Un rating advisor professionista può analizzare la tua situazione, ottimizzare il tuo rating bancario, e trovare la banca giusta per il tuo progetto.

Proprio come ha fatto il Dott. Luca Pacini con Nuova ICOM.


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