Luca PACINI parla dell'aumento lo strozzinaggio in Italia

a cura di LUCA PACINI BANKING ADVISOR


Attenzione agli strozzini. E' questo il messaggio che arriva dalla Cgia Mestre, che ha preso in esame alcuni sottoindicatori nazionali e ha evidenziato che, in presenza della crisi economica e di una conseguente stretta creditizia da parte delle banche, non sono poche le persone che cercano canali alternativi e illegali per avere un prestito personale.

La situazione peggiore si registra nel Sud dell'Italia, va meglio al Nord, ma nel Nordest il fenomeno va aumentando pericolosamente. Proprio in questa zona, in ogni caso, troviamo le regioni meno a rischio: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto. I cravattai trovano terreno fertile soprattutto in Campania.

Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, spiega: "Oltre al perdurare della crisi, molti commercianti e artigiani si rivolgono allo strozzinaggio per rispettare le scadenze fiscali. Per disoccupati e lavoratori dipendenti, invece, sono i problemi finanziari che emergono dopo brevi malattie o infortuni".
L'Ufficio studi della Cgia di Mestre ha dunque messo a confronto indicatori come disoccupazione, fallimenti, protesti, tassi di interesse applicati, denunce di estorsione e di usura, numero di sportelli bancari e rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito. Tutti riferiti al 2015. E' emerso che alla Campania spetta la maglia nera (con un indicatore medio pari a 100, 166,1), poi ecco Molise (158,3) e Calabria (146,3). Il Trentino Alto Adige arriva appena al 46,7.

Analizzando e confrontando i dati con l'anno precedente, la regione che ha avuto il risultato peggiore è stata il Molise (+43,3), poi la Puglia, la Calabria e la Sicilia. La Campania ha ridotto il suo punteggio (-7,9 punti). In Valle d'Aosta c'è stato un calo del rischio usura pari al 10,2.

Purtroppo non è solo l'esser sprovveduti che porta a quesa situazione, ma anche le banche ci mettono del suo. Infatti lo smodus operandi di segnalazione a sofferenza dei consumatori senza avvisarli secondo normativa Banca d'Italia e la conseguente restrizione del credito, portano gli ignari cittadini a trovare soluzioni a buon mercato perchè sfiduciati ormai nel sistema bancario che avvantaggia solo i più preparati e perchè no, solo gli amici degli amici, meglio se politici.

Si spera sono in un intervento della BCE che bacchetti di più le banche che non fanno banca ma finanza.


a cura di Luca PACINI, banking advisor indipendente in Milano



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