le 13 cose che la banca non può negarti

 

I diritti del cliente verso la banca nel momento in cui chiede un mutuo o un finanziamento o apre un conto corrente.

Il rapporto tra banca e cliente è come quello tra marito e moglie: si passa dall’amore all’odio nell’arco di una giornata. Questo perché, in entrambi i casi, la posta in gioco è alta. Esiste un testo unico (cosiddetto «Testo Unico bancario») destinato alle regole che deve rispettare la banca, ma soprattutto a cui devono attenersi il correntista e il mutuatario. Tuttavia nessuno ancora ha elencato, in un unico corpo normativo, quali sono i diritti di chi chiede un prestito, di chi ha un conto corrente o un fido, di chi possiede una cassetta di sicurezza, di chi viene seguito da un consulente finanziario. Dunque, se non vuoi cadere anche tu nei  ti consigliamo di leggere questo articolo in cui cercheremo di elencare sinteticamente le cose che la banca non può negarti (per i relativi approfondimenti rinvieremo agli articoli presenti su questo giornale).

Apertura del conto corrente

La prima cosa da sapere quando si parla di rapporti con la banca è che ogni contratto, qualsiasi esso sia, deve essere necessariamente per iscritto. Al contrario della regola generale del nostro ordinamento che lascia libere le parti di stabilire la forma che più si preferisce per gli accordi commerciali, non è così tra banca e cliente dove la vecchia e tradizionale carta resta sempre l’unica alternativa possibile.

Quindi la prima cosa che la banca non può negarti, quando apri un conto corrente, è una copia del contratto scritto, che deve indicare il tasso di interesse attivo e passivo. Insieme al contratto deve essere fornito il foglio informativo con le condizioni dei vari conti correnti, copia del documento di sintesi. Il correntista ha inoltre diritto a conoscere l’Isc (Indicatore sintetico di costo) del conto corrente per ciascuno delle tipologie dei conti correnti.

Quando si stipula un contratto di conto corrente occorre sapere che:

  • la banca non può applicare interessi anatocistici (ossia interessi calcolati non solo sul capitale, ma anche sugli interessi già scaduti e non pagati) a meno che ciò sia limitato ai soli interessi di mora, questo calcolo venga applicato anche agli interessi attivi e sia disposto non più di una volta all’anno;
  • non si possono accettare condizioni sfavorevoli rispetto a quelle pubblicizzate dal foglio illustrativo della banca;
  • si può scegliere il canale di comunicazione, digitale o cartaceo, delle comunicazioni tra la banca e il correntista.

Modifica delle condizioni del conto corrente

La banca può sì modificare le condizioni del tuo conto corrente in modo unilaterale e senza chiederti il consenso, ma deve avvisarti in anticipo, dandoti tempo fino a 60 giorni (prima che le modifiche entrino in vigore) per decidere se migrare verso un altro conto corrente o meno.

Cambiare il conto corrente gratis

È tuo diritto cambiare il conto corrente con quello di un’altra banca a condizioni più vantaggiose senza sostenere costi. Tutto ciò che devi fare è fornire alla nuova banca gli estremi del vecchio conto e inviare una comunicazione a quella vecchia. Tutti i Rid, i pagamenti periodici e gli assegni verranno dirottati sul nuovo conto attuando così una portabilità completa e facile. Leggi Come cambiare conto corrente.

Conto corrente a zero spese

La banca è tenuta a garantirti il cosiddetto «conto base» e te lo deve comunicare nel momento stesso in cui ti rechi presso uno sportello e dichiari di voler aprire un conto. Si tratta di un rapporto che, a fronte di un canone fisso annuale, ti consente di eseguire un numero predeterminato di operazioni “a zero spese”. Leggi sul punto Conti corrente a zero spese: quali sono?

Chiusura del conto corrente

Al momento della chiusura del conto corrente, la banca non può importi commissioni o altri pagamenti, né può vietarti di chiudere un conto se è “in rosso”. È tuo diritto, infatti, estinguere il conto anche se in passivo, affinché tu non debba quantomeno pagare le spese di gestione. Resta il fatto che, se chiudi il conto in rosso, resti tenuto a pagare il debito accumulato su cui matureranno gli interessi (ma non anche i costi di gestione del conto che, appunto, è stato chiuso).

Mutuo

Se chiedi un mutuo o un finanziamento alla banca, questa ha il diritto di non concedertelo, ma deve spiegarti le ragioni. Le motivazioni del diniego del credito possono anche essere contenute in una lettera standardizzata, ma devono pur sempre essere rapportate alle concrete condizioni individuali del cliente. Questo affinché l’eventuale rifiuto non appaia un abuso. A tanto sono arrivati diversi tribunali nonché lo stesso Abf, l’Arbitro bancario finanziario (leggi Se la banca rifiuta il finanziamento deve fornire precise motivazioni). Se la banca, a trattative già avanzate, fa credere al cliente di potergli erogare il mutuo e poi all’ultimo glielo nega, è tenuta a risarcirgli il danno [1].

Portabilità del mutuo

Al pari della portabilità del conto corrente, puoi anche trasferire il mutuo presso un altro istituto di credito che pratichi condizioni più vantaggiose. Anche questa operazione è gratuita. Si parla a riguardo di surroga del mutuo.

Assicurazione esterna

Se la banca, ai fini di un finanziamento, richiede un’assicurazione (ad esempio, assicurazione sulla vita o sulla perdita del lavoro) non ti può imporre la propria compagnia, ma deve lasciarti libero di trovare un contratto con una assicurazione di tua fiducia.

Copia estratti conto

La banca non può negarti, almeno una volta all’anno, un estratto conto con la lista di tutte le movimentazioni che hai eseguito (prelievi, versamenti). Se lo richiedi – e sostieni le spese postali – questa rendicontazione ti può essere inviata anche a cadenze più brevi (ad esempio una volta al mese o trimestralmente).

Entro 60 giorni dal ricevimento dell’estratto conto puoi contestare eventuali errori o addebiti non richiesti o superiori rispetto al dovuto.

Se hai bisogno degli estratti conto degli ultimi anni o dall’inizio del rapporto (magari per esigenze giudiziali), la banca non può negartene la copia entro un tempo ragionevole. Secondo una interessante sentenza dell’Abf di Milano, la banca non può pretendere rimborsi spesa elevati dai propri clienti per fornire loro copia degli estratti conto; se decide di farti pagare una tariffa a forfait per tali copie, il compenso dovutole va calcolato non già in base al numero dei singoli fogli stampati, ma sull’intero documento. In ogni caso, il conto finale non può essere superiore a 20 euro.

Copia dei pagamenti eseguiti

Quando un mutuo dura molti anni è facile perdere le ricevute di pagamento. Così il testo unico bancario prevede il diritto del cliente di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre 90 giorni, copia della documentazione inerente singole operazioni poste in essere negli ultimi 10 anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione. Dunque, la banca non può opporsi al rilascio di un estratto da cui si evinca l’avvenuta estinzione delle singole mensilità.

Se hai perso il contratto

Se hai perso il contratto e le condizioni generali praticate dalla banca hai ugualmente diritto a una copia che non ti può essere negata dal tuo istituto di credito.

Se fai investimenti

Se hai deciso di investire i tuoi risparmi in obbligazioni o azioni, la banca non può negarti un’assistenza personalizzata tenendo conto delle tue cognizioni del mercato mobiliare. Deve farti sottoscrivere un «contratto quadro», ma prima ancora farti compilare un profilo di rischio per capire che tipo di investimento intendi prescegliere (rischio basso o elevato). Deve comunque sottoporti un questionario in base al quale poter inquadrare il livello della tua preparazione in materia: tanto è bassa tanto più dovrà informarti, di volta in volta, sui rischi che corrono i tuoi investimenti. È nullo il contratto di acquisto di titoli tra la banca e il cliente se quest’ultimo non ha ricevuto dall’intermediario, in via preventiva e per iscritto, il documento con i rischi dell’operazione. Sul punto leggi Banca: l’informazione sul rischio al cliente investitore e La gigantesca truffa delle banche ai danni del correntista investitore.

Conto corrente condominiale

Oggi ogni condominio deve avere un proprio conto corrente. È diritto di ogni condomino prenderne visione e vedere accrediti e addebiti. La banca non può negare di concedere al condomino tutta la documentazione ma solo se questi dimostra di averne prima fatto richiesta all’amministratore (con raccomandata a.r.) e che questi non abbia adempiuto.
fonte: studio castaldi

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