cos'è un trust

 

IL TRUST: COS’È,  IN BREVE


by Inner Circle Trustee s.r.l.  - Milano via albricci, 9   uff 02 863080

Professionisti Accreditati in materia di Trust

1) Che cos’è il trust?

È un istituto di origine anglosassone in forza del quale un soggetto - il trustee - gestisce uno o più beni conferitigli da altro soggetto - “disponente”, o settlor - per

a. uno scopo prestabilito nell’interesse di uno o più soggetti (chiamati beneficiari), o per

b. uno scopo specifico.

  1. 2)  Il trust è riconosciuto in Italia? Da quale legge è regolato?

    Sì, a seguito della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione dell’Aja del 1985 l’istituto del trust è riconosciuto anche nel nostro ordinamento. Non esiste, però, una legge straniera che disciplini l’istituto, quindi il trust – anche se istituito in Italia, da un disponente italiano, con trustee e beneficiari italiani, che preveda la segregazione di beni siti in Italia (c.d. trust interno) sarà sempre regolato da una legge straniera.

  2. 3)  Chi sono i soggetti del trust?

    Soggetti necessari del trust sono il disponente (colui che istituisce il trust e trasferisce i beni da segregare al trustee), il trustee (colui che assume la titolarità dei beni segregati in trust e li amministra secondo le istruzioni scritte nell’atto di trust) e a parte l’ipotesi di trust di scopo, che qui non interessa - i beneficiari, cioè coloro che riceveranno i beni dal trustee al termine del trust.

    Generalmente, ma non necessariamente, viene nominato un “guardiano” – o protector - con il compito di controllare l’operato del trustee.

4)

Quali sono le finalità perseguite con il trust?

Attraverso l’istituto del trust si possono perseguire molteplici finalità. Le più

comuni e frequenti sono:

  • La protezione del patrimonio dagli attacchi dei terzi.

  • La protezione di soggetti disabili o di minori.

  • L’interesse alla continuità post mortem dell’impresa in presenza di una

    composizione particolare del nucleo familiare, caratterizzata da successivi matrimoni, dall’eterogeneità degli eredi e dei successori, dalla presenza di figli capaci e di altri incapaci a gestire l’impresa.

  • La gestione di partecipazioni sociali (anche per ottenere un raggruppamento di voti più efficace di quello raggiungibile tramite sindacati di voto).

  • La costituzione di patrimoni di scopo, cioè di fondi destinati al raggiungimento di specifici obiettivi (questi sono i c.d. trust di scopo, che spesso hanno finalità benefiche o umanitarie, ma non necessariamente).

    Qual è l’effetto caratteristico del trust?

    L’effetto caratteristico del trust è la “segregazione patrimoniale”: i beni conferiti all’interno del trust costituiscono un “patrimonio separato” rispetto a quello del trustee cosicché le vicende personali o patrimoniali di questi non possono produrre effetti sui beni di cui egli è titolare nella sua qualità di trustee. Parimenti, le vicende personali del disponente non influiscono sulla sorte dei beni vincolati nel trust.

    L’effetto segregativo è garantito dall’assolvimento degli oneri pubblicitari (ad es: la trascrizione dell’atto presso la Conservatoria RR.II. o presso il Registro delle Imprese).

 

5) Segue;

6) La struttura tipica del trust

 

  1. 7)  Il trust può essere revocato dal Disponente?

    Alcune leggi straniere riconoscono la validità dei trust revocabili, ma non è affatto consigliabile istituire un trust revocabile perché esso viene considerato in Italia (in primis, dall’Amministrazione Finanziaria) un trust simulato (e, quindi, invalido).

  2. 8)  Qual è il ruolo del disponente?

    Istituisce il trust, nominando il trustee, indicando gli eventuali beneficiari, dettando le regole di funzionamento.
    Conferisce, in una o più soluzioni (attraverso i c.d. atti di dotazione), i beni al
    trustee che ne diventa proprietario. Il trasferimento dei beni al trustee può avvenire anche a distanza di tempo rispetto all’istituzione del trust.

  3. 9)  Il Trustee:

    • -  Ha la proprietà dei beni.

    • -  I beni in trust restano separati dal suo patrimonio personale.

 

  • -  Persegue gli interessi dei beneficiari.

  • -  Si attiene a quanto previsto nell’atto istitutivo.
    - Al termine del trust trasferisce i beni ai beneficiari secondo le disposizioni

    contenute nell’atto istitutivo.

10) Il Trustee può coincidere con il disponente? Può essere un persona fisica? Può essere un congiunto del disponente?

Il trustee può coincidere con lo stesso disponente (in tal caso si avrebbe un c.d. trust autodichiarato), ma ciò non è affatto opportuno.

Il
trustee può essere sia una persona fisica, sia una persona giuridica. Se persona fisica, egli può essere anche un congiunto del disponente, ma tale soluzione è sconsigliabile perché il trust potrebbe essere considerato simulato.

11) Quali poteri ha il trustee?

I poteri del trustee sono elencati nell’atto istitutivo.
Spetta al disponente scegliere se attribuire poteri molto ampi al trustee oppure se vincolarlo ad istruzioni ben precise (sempre nel limite di un’autonomia del trustee, però).

Ad esempio, è possibile stab
ilire nell’atto istitutivo che il trustee possa compiere determinati atti in autonomia, mentre per atti di disposizione più importanti sui beni in trust egli deve acquisire preventivamente il consenso del guardiano.

12) Il trustee può essere revocato? Cosa accade se pone in essere atti che non doveva/poteva fare?

Sì, il trustee può essere revocato; nell’atto istitutivo si indicano le circostanze al ricorrere delle quali egli può essere revocato e il soggetto che può revocarlo e nominare il nuovo trustee (in genere, il guardiano).
Se il trustee si comporta in modo infedele rispetto a quanto previsto nell’atto istitutivo e compie atti che non avrebbe potuto compiere, entro certi limiti è possibile agire per l’annullamento di tali atti.

13) Il disponente può dare istruzioni al trustee?

Le istruzioni devono essere inserite quanto più possibile nell’atto istitutivo; è però possibile che il disponente “dialoghi” con il trustee inviandogli le c.d. lettere di desiderio, nelle quali egli illustra al trustee come vorrebbe che questi gestisse i beni segregati. Il trustee segue, ove possibile, i desideri del disponente, ferma restando la sua autonomia nella gestione dei beni che gli sono stati affidati.

14) Il trustee è proprietario dei beni che il disponente segrega in trust?

Sì, il trustee diventa proprietario dei beni segregati in trust, ma egli non ne può disporre come se fossero propri, né tali beni si confondono con quelli personali del trustee (quindi un creditore del trustee non potrà agire esecutivamente sui beni segregati in trust), andando a configurare un patrimonio separato.

Il
trustee, nell’accettare l’incarico, si impegna a gestire e disporre di quei beni nell’esclusivo interesse dei beneficiari.

Il trustee figurerà proprietario dei beni immobili non in proprio, bensì nella sua qualità di trustee presso la Conservatoria RR.II.; se vengono segregate quote e/o partecipazioni sociali, egli figurerà quale socio presso il Registro delle Imprese, voterà in assemblea ed eserciterà tutti i diritti sociali.

15) I beneficiari:

  • -  Sono i destinatari dei benefici economici dei beni segregati in trust.

  • -  Sono legittimati ad agire verso il trust per ottenere il rispetto dei diritti ad essi

    attribuiti nell’atto istitutivo.

  • -  Anche il disponente può essere beneficiario (entro certi limiti).

  • -  Devono essere stabiliti nell’atto istitutivo.

  • -  Possono essere modificati dal disponente o dal trustee, ma questo ha un

    impatto rilevante ai fini del trattamento fiscale degli atti di dotazione del

    trust. È quindi opportuno che siano identificati fin dall’inizio.

  • -  Non è necessario indicare nell’atto le generalità dei beneficiari, è sufficiente indicare la categoria dei soggetti che saranno beneficiari del trust (ad es.: i figli del disponente, il coniuge del disponente, i fratelli e le sorelle del

    disponente...).

  • -  Anche gli enti pubblici e gli enti benefici (onlus, ecc...) possono essere

    beneficiari di un trust.

    16) Il guardiano:

  • -  Controlla l’operato del trustee, vigilando sull’osservanza delle direttive del disponente.

  • -  Gli possono essere attribuiti poteri vari, anche penetranti, quali quelli di veto sulle scelte di gestione.

  • -  L’incarico può essere svolto dallo stesso disponente.

  • -  Gli può essere attribuito il potere di revoca del trustee.

 

  1. 17)  Quando termina il trust?

    Il disponente decide nell’atto istitutivo quando il trust avrà fine. Il termine può essere fisso (ad es.: 31 dicembre 2040), oppure essere legato ad un accadimento (ad es.: la morte del disponente) o ad una serie di accadimenti legati fra loro. L’importante è che non vi sia alcuna incertezza circa il termine finale. Non può esserci un trust senza termine finale.

  2. 18)  Il termine finale del trust può essere anticipato?

    In alcuni casi è possibile; dipende da cosa si prevede nell’atto istitutivo; in ogni caso, l’anticipazione del termine finale non può essere mai disposta dal disponente (il potere di porre fine anticipatamente al trust può essere conferito al trustee, oppure in alcuni casi può spettare ai beneficiari).

  3. 19)  Cosa accade al termine del trust?

    Al termine del trust il trustee attribuirà ai beneficiari i beni che si trovano in quel momento segregati in trust, e ciò secondo le regole che il disponente avrà stabilito nell’atto istitutivo. Il trustee porrà in essere atti di trasferimento a titolo gratuito a favore dei beneficiari.

  4. 20)  Posso violare le norme in materia di successione legittima attraverso l’utilizzo del trust?

    No, gli atti di dotazione di un trust che ledano i diritti di un legittimario sono soggetti all’azione di riduzione (ma la lesione effettiva della legittima si verifica solo alla morte del disponente).

  5. 21)  Come vengono tassati gli atti di trust?

    L’atto istitutivo che non contenga il trasferimento di beni viene tassato ad imposta fissa.
    Gli atti di dotazione vengono tassati a seconda della tipologia di trust. Se il trust è un trust di famiglia con funzione di
    asset protection o di passaggio generazionale e i beneficiari sono i congiunti del disponente, troverà applicazione il testo unico sull’imposta di successione e donazione, con le aliquote agevolate, le franchigie e le esenzioni previste dalla legge nel caso in cui beneficiari del trust siano i discendenti in linea retta e il coniuge del disponente.

Quanto alle imposte dirette, invece, il trust è parificato ad un ente non commerciale (soggetto IRES) ed è soggetto passivo di imposta (salva l’ipotesi di trust trasparente rispetto alla distribuzione del reddito, nel qual caso soggetti passivi sono i beneficiari stessi).

22) Cosa accade ai frutti che il trustee riceve dai beni segregati in trust?

Se i beni segregati in trust producono frutti (un immobile locato, partecipazioni in società che distribuiscono utili) questi sono ricevuti dal trustee e il trust genera un reddito.

L’atto istitutivo può prevedere che il
trustee abbia l’obbligo, oppure la facoltà, da esercitarsi a sua discrezione, di distribuire ai beneficiari quel reddito. A seconda di cosa si prevede nell’atto istitutivo cambiano le conseguenze sul piano fiscale circa il soggetto passivo d’imposta.

23) Il trustee deve rendicontare come utilizza i beni segregati in trust e i relativi frutti?

Sì, il trustee ha l’obbligo di mantenere una contabilità aggiornata di tutti i movimenti effettuati e ogni anno deve presentare il rendiconto (al guardiano o ai beneficiari, a seconda di cosa è previsto nell’atto istitutivo). 

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